Si schianta con la moto: muore a 64 anni

Il pensionato Dario Bellina stava rientrando a casa: a Urbignacco ha perso il controllo del mezzo, finendo contro un muro

/ buja

Aveva scrutato il cielo e gli sprazzi d’azzurro che si erano aperti all’improvviso nel primo pomeriggio. «Approfitto del bel tempo, vado a fare un giro in moto: torno prima delle quattro e mezza». Dario Bellina, 64 anni compiuti da meno di un mese, invece non è più tornato a casa dalla moglie Aurea Rosa Gobbo, che inconsolabile riporta le ultime parole pronunciate dal marito. Idraulico in pensione, Bellina è morto nel pomeriggio di ieri, poco prima delle 16.30, a Urbignacco, dopo aver perso il controllo della sua Bmw: i carabinieri della stazione di Osoppo sono al lavoro per ricostruire la dinamica dell’incidente, ma è verosimile che la causa della perdita d’aderenza vada ricercata in un errore di impostazione della curva che si trova a pochi metri dalla chiesa di Cristo Re.


Il sessantaquattrenne ha cozzato violentemente contro la spalletta di un muro di recinzione, all’angolo con via monsignor Zanin, riportando ferite apparse subito gravissime: allertato il 112, un passante si è dato da fare per tentare un primo disperato soccorso, prima dell’arrivo del personale sanitario giunto da San Daniele. I tentativi di rianimarlo, che si sono protratti per interminabili minuti, sono risultati vani. Sul luogo dell’incidente, oltre ai militari dell’Arma, anche i vigili del fuoco.

Bellina abitava in via Damiano Chiesa, a San Daniele. Nato a Gemona, era cresciuto a Venzone. Dopo il matrimonio con Aurea nel 1979, si era trasferito in Svizzera. Nel 1984 il ritorno in Friuli, a San Daniele, città d’origine della compagna d’una vita. «Aveva detto che sarebbe uscito per un ultimo giro in moto per questa stagione, approfittando del bel tempo: ho provato a chiamarlo poco dopo le 16.30, quando sarebbe dovuto rientrare, ma il cellulare era già spento», racconta addolorata la moglie.

Dopo aver lavorato per anni come apprezzato idraulico, era andato in pensione, dedicandosi alla passione per le due ruote. Era donatore di sangue e due anni fa l’Afds lo aveva inserito tra i benemeriti, assegnandogli la goccia d’oro, riconoscimento che viene attribuito a chi raggiunge le cento donazioni. —

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