Appello di Vagaggini «Va fatta rispettare la rotazione tra ditte»

«Regolamentare il servizio di recupero dei defunti sulla pubblica via». È la richiesta di Alberto Vagaggini, amministratore e legale rappresentante dell’agenzia di pompe funebri “Casa funeraria Vagaggini”, che in proposito ha inviato una richiesta in questo senso ai vertici delle forze dell’ordine e al prefetto.

«Il trasporto dei veicoli oggetto di soccorso stradale è disciplinato dalla legge è cosi, a mio avviso, dovrebbe essere regolamentato il servizio di recupero di salma sulla pubblica via». Il principio proposto è quello della turnazione tra aziende che manifestano la disponibilità, affiché la richiesta di attivare il servizio non sia discrezionale. Come avviene, in sostanza, nel luogo degli incidenti stradali: le ditte di trasporto veicoli, infatti, hanno una sorta di turno e di reperibilità.


«Quello delle onoranze funebri – prosegue Vagaggini – è un mondo delicato e talvolta emergono pure episodi spiacevoli che mettono in difficoltà chi vi opera». Il riferimento è «agli ultimi fatti accaduti in quel di Padova».

Nella Destra Tagliamento, prosegue, «nonostante una serie di richieste educate di essere ricevuti da chi ha, secondo noi, la possibilità di aiutare a disciplinare questo settore, non vi è stata al momento alcuna concreta risposta: non ci è stata data la possibilità di poter condividere un percorso».

Per quattro volte, tra il 2019 e il 2021, la società di onoranze funebri di Cordenons ha manifestato la disponibilità ad eseguire il servizio di recupero salme sulla pubblica via e in altri luoghi dove non vi siano congiunti presenti e intervenga l’autorità pubblica, «ma questa società – dice Alberto Vagaggini – non è stata mai chiamata né contattata» sebbene sia in grado di garantire l’attività tutti i giorni dell’anno e 24 ore su 24.

Alberto Vagaggini ha chiesto ripetutamente un incontro al prefetto così come altrettante volte ha comunicato la disponibilità a Questura, comando provinciale dei carabinieri e della polizia locale di Pordenone.

«Nonostante questo ci è stata negata anche una risposta. La nostra realtà è nata nel 1996 e da sempre cerchiamo al meglio di fornire i servizi calmierando anche l’effetto economico. Il contesto è stato evidenziato anche alle autorità competenti. Io sono giovane e sono anche ottimista che il futuro mi riserverà soddisfazioni lavorative, mi auguro che chi ha l’autorità di vigilare lo faccia». —



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