L’opposizione rilancia su tasse e personale: «Slittino le assunzioni»

Tre proposte della Civica, il Bene comune: via gli sprechi Il Pd: «In 5 anni si è scialacquato, ora pagano i cittadini»

Il bilancio, ma soprattutto l’aumento della pressione fiscale, fa discutere le forze di opposizione, che però si pongono in modo diverso rispetto alla scelta dell’amministrazione Ciriani di triplicare l’Irpef. Il capogruppo di Fdi, Francesco Ribetti, ha sfidato le altre forze politiche a formulare alternative e la risposta non si è fatta attendere.

«Concordo con l’amministrazione Ciriani sul fatto che non debbano essere toccati i servizi, le animazioni e gli eventi che servono a sorreggere i consumi, i quali sostengono a loro volta gli stessi introiti Irpef e i contributi alle associazioni già toccate duramente nelle loro attività dal Covid – è la premessa di Marco Salvador (La Civica) –. Tuttavia ci possono essere capitoli di bilancio sui quali agire per sterilizzare nuove tasse comunali. Alcune proposte, sulle quali lavoreremo come Civica per portarle all’attenzione dell’esecutivo, sono: la rinegoziazione dei contratti di servizio; il rinvio di alcuni costi di ampliamento del personale; una rinegoziazione più ferrea degli aggiornamenti dei contratti delle opere pubbliche, attraverso clausole flessibili. Credo che la mera polemica non serva a superare il momento – aggiunge Salvador – e, seppur all’opposizione, cercheremo di dare forma a proposte in grado di bloccare gli aumenti previsti».


Il bene comune, con i consiglieri Matteo Antoniel e Lucia Cibin, risponde che « bisogna partire dall’eliminare i veri sprechi per i cittadini, a partire dalle spese correnti inutili. Alcuni esempi: servizio steward, spese di comunicazione, grandi eventi, contributi straordinari ad attività che non hanno ricaduta sociale. In una situazione che rischia di colpire, come troppo spesso accade, le fasce più povere, perché non pensare di ridurre al minimo le indennità di giunta e consiglio, vedere quanto si risparmia, e poi raddoppiare l’addizionale Irpef sui due scaglioni più alti?»

Il Pd, con Nicola Conficoni, e Fausto Tomasello, è invece convinto che l’aumento si potesse evitare: «Durante l’ultimo quinquennio a caviale e champagne, le riserve delle società partecipate sono state dilapidate per alimentare il consenso e ancora oggi si stanno deliberando spese non certo indispensabili come l’assunzione di segreterie dedicate a sindaco e assessori, senza dimenticare i nuovi dirigenti. In più occasioni abbiamo invitato la giunta a contenere i costi, ma siamo rimasti inascoltati. Se non avessero fatto le cicale, pensando solo al tornaconto elettorale, ora ci sarebbe da parte una musigna cui attingere. Purtroppo i nodi sono venuti al pettine e dopo il voto è arrivata la purga o meglio il conto da pagare per i pordenonesi».

Le entrate tributarie (29 milioni di euro di cui 5,2 di addizionale Irpef) dovranno compensare minori trasferimenti e altre poste che andranno accertate, come canoni e dividendi delle società partecipate, ma anche le sanzioni legate al codice della strada (un milione di introiti previsto, metà del quale da reimpiegare nella viabilità), che saranno inevitabilmente influenzate dall’andamento della pandemia. —

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