La memoria della terra Viaggio negli ecomusei con un documentario

“La memoria della terra”, un viaggio negli ecomusei del Friuli Venezia Giulia della regista Roberta Cortella, viene presentato oggi alle 20.45 a Cinemazero (ingresso libero, prenotazione a memoriadellaterra@gmail. com). Il documentario è stato proiettato in anteprima al Fogolar Furlan di Roma, di cui è socia Cortella, nel corso dell’evento, in collaborazione con l’Ente Friuli nel Mondo, per i 100 anni della Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo.

Si tratta di un’opera firmata da una regista originaria di Montereale Valcellina, Roberta Cortella, mentre la voce narrante è quella di un’altra artista di origine friulana, Tiziana Bagatella, di Polcenigo.


Il termine ecomuseo indica un contesto caratterizzato da ambienti di vita tradizionali, patrimonio naturalistico e storico-artistico particolarmente rilevanti e degni di tutela, restauro e valorizzazione. Il documentario intende recuperare, valorizzare e promuovere la memoria storica e il patrimonio culturale, materiale e immateriale condiviso dai sette ecomusei riconosciuti di interesse regionale, realtà che operano in contesti geografici profondamente interessati dal fenomeno dell’emigrazione regionale nel mondo ma le cui attività sono ancora poco note in regione.

Sono sette gli ecomusei raccontati nel documentario. “Lis Aganis”, a Maniago, preserva le tradizioni della pedemontana pordenonese e delle Dolomiti friulane; “Territori”, di Ronchi, custodisce memorie dei luoghi che vanno dal cantiere di Monfalcone alle trincee del Carso; il Cavalîr di Fagagna si focalizza sul baco da seta (Cavalîr), quello di Val Resia difende una lingua unica e la tradizione gastronomica basata dell’aglio “stroc”. “I Mistîrs” di Paularo conserva officine dove continuano a operare cestai e intagliatori del legno e sarte che producono scarpets. A Gemona il museo “delle Acque” racconta di tradizioni e costumi delle genti che abitano questa pianura alluvionale segnata dal terremoto del 1976. Bordano custodisce l’ecomuseo “val del Lago” che valorizza il più esteso lago naturale della regione, quello di Cavazzo. —

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