Ricevono il reddito di emergenza ma non hanno i requisiti per avere il sostegno economico: individuate e sanzionate 95 famiglie a Pordenone

Danno per lo stato quasi di 180 mila euro: ricevevano anche vitto e alloggio 

L’ampio novero di sussidi e provvidenze pubbliche, studiati per sostenere le persone e le imprese che versano in condizioni di oggettiva difficoltà, ha, come naturale contraltare, l’evolversi di sofisticate forme di frode funzionali ad eludere i vincoli imposti dalle specifiche normative di settore. 

Le indagini condotte dal Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Pordenone hanno permesso di individuare 95 nuclei familiari che, pur ospitati nei centri di accoglienza per stranieri, hanno richiesto e percepito il reddito di emergenza (la misura economica prevista per aiutare le famiglie in difficoltà durante il Covid) per una somma complessiva pari a 178.080 euro. 

Tra le condizioni per avere il reddito di emergenza, oltre a specifici requisiti socio-economici, spicca quella di non essere ospite di strutture poste a totale carico dello Stato, tra cui, oltre a quelle sanitarie, i Centri di Accoglienza Straordinaria per Stranieri. 

Dei quasi cento capi famiglia, due sono stati denunciati alla locale Procura della Repubblica per il reato previsto dall’art. 316 ter, comma 1, del Codice Penale; gli altri 93, rientranti nell’alveo amministrativo, sono, invece, stati sanzionati per una somma complessiva di 500.236,65 euro.Tutti sono, in ogni caso, stati segnalati all’Inps per il recupero dell’indebito erogato.

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