«Camping da riaprire» La richesta sostenuta da oltre 10 mila firme





Ben 10.300 firme per chiedere la riapertura del campeggio della Val Tramontina, chiuso dal 2019 in quanto sorge in un’area giudicata pericolosa sul fronte idraulico, ma sinora nulla s’è mosso. O meglio, come ha precisato il consigliere regionale Giampaolo Bidoli (Patto per l’autonomia), «qualcosa si sta muovendo, ma non nella nostra direzione».

«Nonostante le mie pressioni e dell’amministrazione di Tramonti di Sotto, con il sostegno di molti Comuni che hanno approvato l’ordine del giorno per sensibilizzare chi di dovere sul tema della riapertura del campeggio, polmone della Val Tramontina anche in termini economici, e nonostante le promesse, nulla si è mosso – ha detto Bidoli – . O meglio sì, ma verso altre direzioni che non guardano alla nostra vallata. La Regione riceverà dal Governo importanti finanziamenti per interventi contro il dissesto idrogeologico e per mettere in sicurezza le sponde dei fiumi. Dalla rete fluviale di Sacile (1,5 milioni di euro) a Lignano per la foce del Tagliamento (1, 5 milioni, dopo aver buttato via una vagonata di euro nel 2020), dal torrente Chiave a Trieste (2,2 milioni di euro) all’Isonzo a Gradisca (4 milioni di euro). Ma per il campeggio Val Tramontina nulla all’orizzonte».

Bidoli ha ricordato che le 10.300 sottoscrizioni dimostrano come il problema non si limita a essere di un comune di poco più di 300 abitanti, ma di una comunità più ampia. Intanto in valle non si è perso solamente il campeggio: il territorio si sta spegnendo, neanche troppo piano. Tutto è stato chiuso e non c’è quasi più nulla in termini di servizi (da ultimo il problema della guardia medica). La scuola e il campeggio sono chiusi, le strade versano in condizioni pessime e lo spopolamento è un fenomeno inarrestabile. D’altronde con questa “offerta” chi potrebbe scegliere di andare a vivere in Val Tramontina?

Quello che lascia senza parole gli amministratori locali, tra i quali Bidoli, è l’immobilismo degli enti superiori, Regione in primis. Più volte il consigliere regionale ha messo in evidenza che negli anni ci si è riempiti la bocca di politiche per la montagna, ma nei fatti poco o nulla s’è visto, come prova la situazione attuale. Che nel 2022 si registri la svolta? —



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