Finisce nel capanno di un’azienda agricola, salvata e liberata una poiana

Il signor Corona ha salvato la poiana

Un salvataggio in extremis prima che la spaventata poiana, entrata in un pollaio e incapace di uscire da sola, si facesse davvero male. Felice Corona, proprietario della fattoria didattica “L’asino che vola” di Erto, si è dovuto improvvisare ornitologo per aiutare un giovane rapace in difficoltà. L’esemplare si era intrufolato in un capanno dell’azienda, attirato dalla presenza di alcune galline, ma rischiava di spezzarsi le ali o peggio.

Richiamato dagli schiamazzi e gridi acuti, Corona ha subito capito che non c’era il tempo di allertare i tecnici del Parco e ha imbracciato alcuni guanti rinforzati. Stremata, la poiana si è fatta pian pian avvicinare dall’uomo che, sinceratosi sulle sue buone condizioni di salute, l’ha poi liberata. Il filmato postato su Facebook ha subito riscosso consensi e like.

“Scegliere di lavorare la terra in alta montagna significa anche questo – ha raccontato il falconiere per un giorno -. I problemi sono numerosi e spesso riguardano la scarsa fiducia di banche e soggetti istituzionali nei confronti di chi investe in aree disagiate. Non è la prima volta che dobbiamo usare i risparmi personali per un nostro progetto in attesa di mutui e contributi. Ma siamo convinti della bontà del progetto e andiamo avanti”.

Un appello a non far morire le aziende come “L’asino che vola” sotto il peso della burocrazia è giunto anche da Mauro Corona, compaesano e omonimo del titolare della fattoria, durante la trasmissione Rai “Cartabianca” della scorsa settimana.

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