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Il grido di verità e giustizia di familiari, amici e artisti nel ricordo di Giulio Regeni

A Fiumicello e sui canali social il ricordo del ricercatore friulano ucciso in Egitto. Nel suo paese d’origine si inaugura il parco scolastico a lui dedicato davanti alle elementari

Erano le 19.41 del 25 gennaio 2016, quinto anniversario delle proteste di piazza Tahrir. Giulio Regeni scriveva dal Cairo alla fidanzata per farle sapere che stava uscendo. Poi più nulla. Zittito per sempre. Rapito, torturato, ucciso. In quel silenzio è morta, insieme al giovane appassionato e talentuoso ricercatore, la verità, la libertà, e con essa ogni diritto umano conquistato nel corso della storia.

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