Pnrr, in regione 50 milioni di fondi nazionali: via libera alle opere a Udine e Pordenone

L’edificio dell’ ex Stringher, a Udine

Saranno finanziati i lavori del Pnrr giudicati ammissibili. Fedriga: «Ringraziamo il Governo per averci ascoltato»

UDINE. Adesso è ufficiale: le opere del Pnrr di Udine e Pordenone inizialmente escluse dal riparto nazionale del Governo nonostante siano state giudicate ammissibili, saranno finanziate e, quindi, potranno essere realizzate nei prossimi anni così come previsto dal cronoprogramma del piano nazionale.

A livello italiano, infatti, ulteriori 905 milioni, relativi al periodo 2022-2026, sono stati destinati a rafforzare gli investimenti in progetti di rigenerazione urbana volti a ridurre le situazioni di emarginazione e degrado sociale già varati in attuazione del Pnrr con particolare attenzione alle amministrazioni del Nord.


Il Governo, nel dettaglio, ha accolto la proposta avanzata da Massimiliano Fedriga (nella vesti di presidente dalla Conferenza delle Regioni), Antonio Decaro (numero uno dell’Associazione nazionale dei Comuni) e Michele De Pascale (presidente dell’Unione delle Province italiane) nei giorni scorsi per imprimere «un forte sviluppo» alle economie locali rispondendo alle esigenze di tutti i territori regionali.

«Ringraziamo il Governo – ha detto Fedriga, assieme a Decaro e De Pascale – perchè attraverso l’incremento delle risorse e lo scorrimento delle graduatorie, la gran parte dei progetti già dichiarati ammissibili troverà una concreta realizzazione».

Al Friuli Venezia Giulia, entrando nel dettaglio, dovrebbe spettare un ammontare di oltre 50 milioni.

La suddivisione completa dei fondi ai capoluoghi è ancora in attesa di conferma definitiva, ma per quanto riguarda Udine in palio ci sono prima di tutto i 10 milioni per la ristrutturazione dell’ex Frigo e altrettanti – complessivamente – per la nuova scuola dell’infanzia di via Adige e per i lavori all’ex Stringher.

A Pordenone, invece, il focus è centrato sui finanziamenti, per un ammontare di 20 milioni, destinati al parcheggio sotterraneo in piazza del Popolo e per le opere del “Polo young” che ha come fulcro la riqualificazione dell’ex Fiera.

Lo stanziamento ottenuto dal Governo mette la parola fine al polverone che si è alzato in queste settimane in regione dopo lo zero – a livello di fondi – previsto originariamente per il Comune di Udine nell’ambito del bando nazionale di finanziamento per la rigenerazione urbana. Idem dicasi per Pordenone, Gorizia e Trieste anche se per quanto riguarda il capoluogo regionale il Comune aveva spiegato di non aver partecipato a questo apposito bando perchè, come sottolineato dall’assessore ai Lavori pubblici Elisa Lodi, lo stesso «richiedeva di avere, in quel momento, progetti pronti e cantierabili nel Piano triennale delle opere: la condizione non c’era e abbiamo puntato su altro».

A fare eccezione, quanto a stanziamenti, era stata la sola città di Monfalcone, cui era stato riconosciuto un finanziamento pari a 1 milione 600 mila euro, ma che, con la sua sola dote, non bastava certo a mutare le sorti del Friuli Venezia Giulia, relegato all’ultimo posto della classifica italiana in termini di erogazioni.

A inizio anno erano stati in particolare i sindaci di Udine e Pordenone – rispettivamente Pietro Fontanini e Alessandro Ciriani – a tuonare contro le scelte del Governo chiedendo un coinvolgimento attivo – come poi avvenuto – della Regione e dei parlamentari.

«L’aggiornamento attuale – chiosa il deputato M5s Luca Sut – conferma la veridicità di quanto avevo detto, in merito all’impegno che il Governo ha assunto per reperire i 900 milioni necessari a coprire il finanziamento di quei progetti per la rigenerazione urbana, ammessi in graduatoria, ma rimasti fuori per via dell’utilizzo dell’indice di vulnerabilità sociale dell’Istat». 


 

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