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la tradizione della transumanza

L’aeroporto diventa pascolo Al Duca d’Aosta 1500 ovini

Pecore e agnelli sono partiti da sopra Sappada accompagnati dai pastori Per circa un mese sosteranno in zona “prendendosi cura” delle aree verdi

Marco Bisiach
2 minuti di lettura

Marco Bisiach

L’aeroporto “Duca d’Aosta” di Gorizia e i prati circostanti, nel territorio di Savogna d’Isonzo, vedono all’opera in queste settimana dei giardinieri decisamente insoliti. Sono oltre 1.500, e si distinguono per una morbidissima “divisa” di lana bianca. Già, perché stiamo parlando di pecore e agnelli, quelli che fanno parte del grande gregge che ormai da qualche giorno sta letteralmente rubando l’occhio, tra curiosità e ammirazione, a chi passa nella campagna tra Savogna e Gorizia. Il gregge, di proprietà del veneto Lino Ghizzo, ha trovato nelle rive dell’Isonzo l’ultima tappa della sua lunga transumanza, iniziata a settembre dai pascoli sopra Sappada, attorno a Malga Fleons in Carnia, dove le pecore e i loro pastori trascorrono la bella stagione, per poi muoversi costantemente durante l’inverno, in pianura e fin quasi al mare.

Nel loro cammino durato diversi mesi, gregge, pastori e cani hanno toccato tantissimi comuni, da Forni Avoltri a Ovaro, da Villa Santina a Tomezzo, da Reana del Rojale a Pavia di Udine e Palmanova, tanto per fare qualche esempio, approdando poi in provincia di Gorizia, come era accaduto già in passato, a Romans d’Isonzo e a Gradisca. In ogni luogo di sosta, il gregge si ferma giusto il tempo necessario a mangiare tutta l’erba disponibile nei pascoli o nei prati che vengono concessi in base agli accordi presi con le amministrazioni locali o i privati, in molti casi ben contenti di avere chi si prende cura in modo così “naturale” di aree altrimenti destinate a veder crescere selvaggia e incontrollata la vegetazione. Un’operazione utilissima, quasi indispensabile e per questo gradita specie in montagna, è chiaro, ma non meno preziosa in pianura.

Per la prima volta, dunque, le pecore si sono spinte quest’anno fino a Savogna, dove i pastori contano di restare per quasi un mese prima di ripartire verso Sappada, visto che il proprietario del gregge ha ottenuto l’accordo per brucare anche l’erba del grande aeroporto “Duca d’Aosta”.

In base agli accordi il gregge stazionerà all’interno del sedime aeroportuale durante le ore serali e notturne, quando la struttura non viene utilizzata, mentre nelle ore diurne, caratterizzate dall’attività di volo, si sposteranno all’esterno, nei campi attorno a Savogna che già da diversi giorni sono diventati la loro casa temporanea. “Loro”, di pecore e agnellini - rispettivamente 800 e oltre 600 - e dei tre pastori che accompagnano nella transumanza il gregge ormai da dieci anni a bordo di un pick up con roulotte al seguito e di un camioncino. A capo della spedizione Ioan Stefu, il pastore più esperto che ormai conosce molto bene i percorsi da affrontare, ed è abituato anche agli sguardi curiosi delle genti di pianura e di città che incrociano stranite la loro strada con quella delle centinaia e centinaia di animali del gregge. Come è accaduto nei giorni scorsi, ad esempio, quando pecore e agnelli sono arrivati a Savogna da Sagrado camminando lungo la strada provinciale, rallentando il traffico ma anche regalando agli automobilisti di passaggio un colpo d’occhio e fotografie (che ben presto hanno popolato i social network) decisamente singolari. Rare ma, si spera, non uniche, perché magari un giorno il gregge tornerà ancora, per un altro inverno, una nuova transumanza. —

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