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Il ricordo dell’eccidio di Porzûs nel segno di don Emilio de Roja

Volpetti (Aso): il dovere di non dimenticare per costruire sempre, come diceva il sacerdote patriota

Lucia Aviani
2 minuti di lettura

FAEDIS

Ancora contingentata ed essenziale, per prudenza, ma non per questo priva della dovuta solennità: la tradizionale commemorazione dell’eccidio delle malghe di Porzûs, a 77 anni di distanza dalla strage, si terrà domani mattina tra Faedis, Canebola e le stesse malghe, ultima tappa di un pellegrinaggio nella memoria che si richiamerà, stavolta, anche alla figura dell’osovano don Emilio de Roja, di cui ricorre il trentennale della morte.

«Abbiamo due grandi doveri – dichiara Roberto Volpetti, presidente dell’Associazione partigiani Osoppo, promotrice della cerimonia –: perpetuare il ricordo di quanto è accaduto, senza fare nessuno sconto alla verità, e al tempo stesso costruire sempre, come diceva don de Roja, prete patriota e grande conoscitore della storia della Osoppo e del Friuli».

«Costruire – ribadisce Volpetti – senza lasciarsi frenare dagli errori, dai limiti e dalle colpe».

La rievocazione inizierà alle 10, nel cimitero comunale di Faedis: una delegazione dell’Apo si recherà sulla tomba di Franco Celledoni “Atteone”, patriota della Brigata Osoppo ucciso al Bosco Romagno, alle porte di Cividale. In piazza Pelizzo, poi, si procederà (alle 10.30) alla posa di una corona sul monumento ai Caduti; ci si sposterà quindi a Canebola, dove alle 11 sarà celebrata la messa, che sarà officiata da don Albino D’Orlando, cappellano militare, e accompagnata dalla corale “Chej dai Sparcs” di Tavagnacco. Seguiranno le allocuzioni. La mattinata si concluderà, meteo permettendo, alle malghe di Porzûs, con la deposizione di un’ulteriore corona d’alloro. Attesi il presidente del consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, consiglieri Fvg, la senatrice Tatjana Rojc, autorità militari e naturalmente i sindaci dei Comuni della zona, a cominciare da quello di Faedis, Claudio Zani.

E per la prima volta parteciperà alla cerimonia la città metropolitana di Roma, che ha concesso il patrocinio alla commemorazione e che sarà rappresentata dal consigliere capitolino Francesco Carpano; ci sarà inoltre il sindaco di Bastia Mondovì, Paolo Crosetti.

«Il ricordo di Porzûs ci ripropone ogni anno una seria riflessione sulla nostra storia, ma anche sul nostro futuro – commenta il vicepresidente della Regione, Riccardo Riccardi –: la battaglia per la libertà della patria non è argomento da archiviare frettolosamente fra le cose del passato. È tema strettamente attuale, anche se oggi si gioca su aspetti e fronti ben diversi da quelli del 1945: parliamo della dipendenza energetica, della difesa dalle aggressioni informatiche, del problema demografico, della libertà dal Covid-19. Sono questioni decisive, che richiedono a tutti un grande senso di responsabilità, per difendere ciò che abbiamo di più caro, ovvero la nostra comunità».

Dal deputato Roberto Novelli l’invito a «ricordare il vero senso del patriottismo» («i morti che commemoriamo – dice – hanno sacrificato la propria vita per la libertà di tutta la patria, non solo di una sua parte»), mentre il sindaco di Udine, Pietro Fontanini, sottolinea come gli ultimi mesi abbiano fatto emergere «la triste realtà di un Paese diviso e ripiegato su se stesso: spero – auspica – che fare memoria dei ragazzi della Osoppo spinga verso una maggiore unità di intenti e ci aiuti a ritrovare l’ideale comune di libertà». —



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