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Basterà far sedere a un tavolo Comune, AsFo e tecnici per risolvere una situazione che si trascina da anni? La posta in gioco – mantenere una Rsa a Pordenone – è troppo alta per non fare almeno un tentativo.

A scendere in campo come “arbitro” di una situazione quanto mai delicata è la Regione: il vicepresidente con delega alla Sanità Riccardo Riccardi ha convocato per martedì una riunione con il sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani, l’assessore alle politiche sociali Guglielmina Cucci, il direttore generale di AsFo Joseph Polimeni e lo staff dell’Azienda sanitaria. L’obiettivo è capire come uscire dall’empasse che vede Casa Serena, storica sede della Rsa, inadatta a continuare a fornire il servizio. Le carte, dopo il sopralluogo dell’azienda, parlano chiaro: stanze sono troppo piccole numero di letti insufficiente per rispettare la capienza prevista, di 20 posti letto.

Una situazione nota da tempo. Già nel 2017 la commissione regionale per l’accreditamento aveva sottolineato la necessità di adeguare dal punto di vista strutturale il piano terra di Casa Serena e proprio a partire da questo aspetto AsFo ha motivato la necessità di cercare tramite gara nuovi locali in città. Un terremoto – comunicativo e non solo – al quale l’Asp Umberto I, proprietaria di Casa Serena, ha risposto spiegando di aver «fatto di tutto» e di essere disposta ad accollarsi i costi dei lavori, d’accordo con il Comune. Ma i cinque anni di mancato adeguamento e controllo avrebbero fatto infuriare lo stesso Riccardi, da mesi sulla graticola da parte dell’opposizione per la sospensione del servizio.

Come uscirne? Due le strade percorribili, entrambe non facili. La prima, nel solco di quanto annunciato da AsFo, è la ricerca di una nuova sede. Una possibilità potrebbe essere un bando aperto a strutture dotate di posti letto. La seconda, più difficile, è la prosecuzione in deroga, come già accaduto dal 2015 fino alla scorsa estate. L’Umberto I rimprovera all’AsFo di non aver voluto entrare nel merito della capienza minima (15 posti letto, limite che Casa Serena raggiunge). Ma AsFo si è già mossa in questo senso: a fine gennaio ha chiesto alla Direzione centrale salute se fosse possibile una deroga alla capacità di accoglienza prevista, se 18 posti letto potessero essere ritenuti sufficienti.

A Riccardi il tentativo di scongiurare la chiusura della struttura, ma non solo. Il vicepresidente, sempre per martedì, ha già fissato un incontro con Asfo e Cro per spegnere l’incendio sull’oncologia medica. —

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