Protesta dei sindacati e un pensiero a Giulio Regeni: il teatro alla Scala non andrà in tournée in Egitto

I sindacati: è una questione politica in riferimento al caso di Giulio

MILANO. L'ipotesi di una tournée in Egitto ha sollevato le polemiche al teatro alla Scala, con i sindacati pronti a chiedere un incontro di chiarimento alla direzione.

Una «questione politica» hanno fatto notare ricordando il caso di Giulio Regeni, e soprattutto lo striscione giallo, appeso in piazza Scala sulla sede del Comune, che chiede verità sul suo omicidio.

L'invito dal Cairo avrebbe sostituito la tournée in Giappone, più di una volta rimandata a causa del Covid. Il tour, confermano dal teatro, nel Paese nordafricano non si farà «per diversi motivi».

Quindi è stata disinnescata sul nascere una polemica che ricorda quella scoppiata quando l'allora sovrintendente Alexander Pereira aveva ipotizzato l'ingresso nel Cda del teatro per il governo Saudita.

Della questione Egitto, comunque, non si è discusso oggi durante la riunione del consiglio di amministrazione in cui è stata presentata la rivoluzionata organizzazione amministrativa curata da Deloitte, che riguarda anche l'ambito della produzione (con il pensionamento del direttore dell'organizzazione della produzione Andrea Valioni).

Si è fatto il punto sui lavori della palazzina Verdi, che termineranno poco dopo i tempi previsti, sull'installazione delle telecamere per lo streaming che è praticamente terminata (è iniziata la fase sperimentale di riprese) e sul rinnovamento tecnologico e informatico. È stato fra l'altro pubblicato il bando di gare per il nuovo sito.

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