Computer rubati a scuola: una colletta per ricomprarli

Grande adesione a Tolmezzo all’iniziativa avviata in tre attività commerciali del centro. L’obiettivo è rimettere l’attrezzatura a disposizione degli alunni alla Turoldo

TOLMEZZO. I tolmezzini vogliono contribuire a riacquistare i sei computer portatili che nella notte tra il 2 e il 3 maggio ignoti hanno rubato scuola primaria Turoldo, privando ingiustamente gli alunni di strumenti di studio importanti al giorno d’oggi.

Una raccolta fondi spontanea è partita giorni fa con la finalità di restituire a questi bambini il mal tolto. Si concluderà oggi.

I punti indicati ai cittadini per partecipare alla colletta sono il Caffè Manzoni, la pasticceria Manin e La Cartogiovane. La catena di generosità è partita su iniziativa di un cittadino, che ha coinvolto le tre attività.

Tutto è nato dalla notizia del furto ai danni della scuola Turoldo quando si era scoperto che di notte nella sede “secondaria” di via Oberdan qualcuno spaccando il vetro di una porta d’ingresso si era introdotto nel plesso e aveva sottratto dall’armadio di un’aula 6 notebook.

L’Istituto comprensivo li aveva portarti il giorno prima a scuola per metterli a servizio degli alunni e per rendere ancora più ricco e stimolante il loro apprendimento. La scoperta del furto aveva lasciato l’amaro in bocca a insegnanti e dirigente, ma anche alla comunità, sconcertata dal fatto che non ci si ponga scrupoli a danneggiare una scuola elementare e ad arrivare persino a rubare attrezzature utilizzate dai bambini per imparare.

Col risultato che a farne le spese sono gli alunni. Anche per questo i cittadini stanno rispondendo attivamente alla colletta spontanea e anonima avviata. «Purtroppo – rileva il gestore del Caffè Manzoni Michel Copiz – ormai siamo arrivati al punto che anche a Tolmezzo, come nelle grandi città, si entra persino a scuola per rubare.

Per dare una mano alla scuola, dopo quell’atto indegno che ha tolto i computer ai bambini, ho subito accettato di aderire alla raccolta fondi che è stata ideata da un tolmezzino, ho affisso il cartello che indica l’iniziativa e l’ampolla di vetro sul banco, dove poter lasciare un’offerta. Vedo che qui da me, ma alla pasticceria Manin mi dicono che è avvenuto lo stesso, l’ampolla delle offerte ora è bella piena.

Un’associazione ci ha infilato una busta con una donazione. Tutto questo è stato un’iniziativa spontanea, che però vedo ha riscontro per questa bella causa».

«A occhio e croce (l’ampolla è trasparente) – osserva Cristian Gobbi, uno dei titolari de La Cartogiovane – c’è stata una notevole generosità da parte dei cittadini, una buona adesione. E questa è una cosa bella, soprattutto in una situazione di difficoltà economica come quella in cui versiamo adesso.

Noi abbiamo deciso di ospitare l’iniziativa perché ci è piaciuta subito l’idea e poi penso che un’attività commerciale, al di là dei propri profitti, debba cercare di fare sempre del sociale per contribuire a unire la comunità». 

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