Il nuovo Doctor Strange: stavolta l’action-fantasy sconfina nell’horror

Il tumultuoso e sovrabbondante videogame di Sam Raimi. Una puntata ricca di ammiccamenti, richiami e autocitazioni

Una volta era proverbialmente complicato decifrare i film d’autore. Anzi: complicatissimo (non serve chiamare in causa gli immortali «92 minuti di applausi» del ragionier Fantozzi, vero?). Oggi, per quanto possa sembrare un paradosso, è complicato decifrare i film della Marvel. Anzi: complicatissimo. Non perché i supereroi siano andati a lezione da Godard, e ce ne rallegriamo, ma perché i mille cinecomic del catalogo sono tutti connessi meticolosamente tra loro. Maniacalmente, a volte. E se qualche spettatore non troppo giudizioso ha saltato un capitolo, o addirittura più di uno, allora sono guai…

Prendiamo Doctor Strange nel multiverso della follia, da poco in sala e già fenomeno commerciale schiacciasassi (a proposito: sarebbe il caso che le istituzioni cominciassero a ragionare seriamente sulle macerie del box office italiano, invece di abbandonarsi a un immotivato e bizzarro ottimismo). Sotto il profilo cinematografico, basta ovviamente ricordare che la regia porta la firma del grande Sam Raimi. Punto. “Doctor Strange” è un tumultuoso e sovrabbondante videogame dove l’action-fantasy sconfina nell’horror e dove il ritmo picchia duro dall’inizio alla fine (a proposito: tenete d’occhio, secondo tradizione, i titoli di coda). Niente da eccepire. Sotto il profilo narrativo, però, il gioco cambia. Ed è un gioco riservato ai “membri del club”.

Tra ammiccamenti, easter egg, richiami, citazioni e autocitazioni, il pubblico degli “iniziati” vive infatti letteralmente un’altra esperienza rispetto al pubblico dei “semplici curiosi”. Un’esperienza più completa e, necessariamente, più appagante. Poi, certo, stiamo parlando di supereroi alle prese con supernemici e la domanda principale resta comunque la stessa: riusciranno i buoni a battere i cattivi e a salvare il mondo? Che fatica, però!

 Doctor Strange nel multiverso della follia, regia di Sam Raimi, con Benedict Cumberbatch, Elisabeth Olsen (Usa, 2022)

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