Riesce a scappare dall’inferno di Zaporizhia e partorisce in Friuli: “Suo marito è morto nella guerra del Donbass”

La madre Caterina è stata accolta da una famiglia di Feletto: «Il piccolo Ruslan è un bellissimo segnale di speranza»

TAVAGNACCO.Ruslan è il primo bimbo ucraino nato in Friuli da una donna rifugiata a Tavagnacco.

È nato a Udine il 4 maggio da mamma Caterina, scappata dagli orrori della guerra scatenata dalla Russia di Putin. La donna, che ha 40 anni, dopo essere riuscita a fuggire dall’inferno di Zaporizhia, è stata accolta, assieme all’altro figlio Maxim, di 13 anni, alla sorella Larisa, di 44 anni, e al figlio di quest’ultima, Adam, di 5 anni, a Feletto Umberto, nella casa di Michele Bellotto e sua moglie Tatiana Simonova.

Il piccolo Ruslan, nato con parto cesareo, pesa 4 chili e 400 grammi ed è in ottime condizioni di salute.

«Sono felicissima – afferma con commozione Caterina – per questa nascita, che è un bellissimo segnale di speranza in un momento così difficile. Ci tengo a ringraziare tutto il personale sanitario del padiglione 6 dell’ospedale di Udine per l’assistenza medica che mi hanno dato. Con il loro sorriso e la loro cura mi hanno fatto sentire a casa, alleviando in parte il dispiacere di non aver potuto partorire in Ucraina».

«L’accoglienza nel comune di Tavagnacco è stata ottima – prosegue, riconoscente, Caterina – e voglio ringraziare di cuore il sindaco Moreno Lirutti per i servizi che ha messo a nostra disposizione e la consigliera comunale Emanuela Ausili per la costante presenza e l’attenzione dimostrata nei nostri confronti».

Tanta la gioia anche per Michele Bellotto, che ha messo a disposizione della famiglia di Caterina l’appartamento di via Parini, e per sua moglie Tatiana Simonova: «Siamo molti felici di averli accolti – rimarca Tatiana – nell’appartamento che era rimasto vuoto dallo scorso anno a causa della scomparsa dei miei suoceri».

«Noi abitiamo al piano di sopra – aggiunge Tatiana – e quando abbiamo visto arrivare dall’ospedale Caterina con il neonato ci siamo commossi perché è stato come dare una nuova vita a una parte dell’abitazione, in cui è ancora molto forte il ricordo di chi non c’è più».

«L’aspetto che più mi ha colpito – continua ancora la moglie di Michele Bellotto – è la loro straordinaria umiltà. Accettano ogni cosa e non sono per nulla esigenti. Inoltre, dimostrano un legame indissolubile con l’Ucraina, anche perché il cuore è rimasto lì dove Caterina e Larisa hanno ancora due figli. Kyrill e Denil, rispettivamente di 18 e di 19 anni, sono stati costretti a restare a causa della leva militare obbligatoria».

«La preoccupazione è tanta – conclude Tatiana Simonova –, soprattutto per Caterina, che ha dovuto già sopportare il lutto per la scomparsa, nel 2014, del marito che, impegnato come paracadutista nelle forze ucraine, ha perso la vita durante la guerra del Donbass».

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