Despar contro il rischio prezzi, l’obiettivo è lo sbarco in Lombardia

Il gruppo chiude il 2021 con un fatturato di 2,474 miliardi, in crescita dell’1,7% rispetto al 2020

UDINE. È la corsa senza freni dei prezzi il “nemico” con cui devono fare i conti le aziende della grande distribuzione. In primis un gruppo come Despar che ha il polso della situazione in tempo reale, grazie a una presenza capillare in Friuli Venezia Giulia, Veneto e resto d’Italia con 565 punti vendita e 8.659 dipendenti. E ieri, alla conferenza stampa di presentazione del bilancio 2021, alla quale hanno partecipato da remoto tutti i capi delle varie aree e ben 35 giornalisti, è stata proprio l’inflazione che ha rubato la scena per il 2022. «È difficile dire dove andremo con il carovita - ha ammesso il presidente di Aspiag Service Harald Antley - . Alcuni beni di consumo, penso alla carne, viaggiano al 20% in più in acquisto, noi finora abbiamo ricaricato sul prezzo di vendita un 10%. C’è poi anche un problema di disponibilità di alcuni prodotti, penso al vino, perchè manca il vetro per imbottigliare, oppure viene venduto a costi altissimi. Lavoriamo per tenere sotto controllo la situazione il più possibile. Nel 2021 non abbiamo praticato nessun aumento sui beni di consumo, nonostante i nostri costi, energia e logistica in particolare, siano aumentati di 18 milioni di euro. Parecchi fornitori stanno ritoccando i listini con il terzo o quarto aumento in pochi mesi, anche per loro la coperta è corta. Nonostante ciò stimiamo una crescita del fatturato pure nel 2022».

I dati del consuntivo 2021 vengono giudicati più che positivi. Fatturato di 2,474 miliardi di euro, con un più 1,7% rispetto al 2020. Gli investimenti nel territorio sono stati pari a 103 milioni di euro, dei quali quasi la metà (50 milioni) nel solo Veneto e l’apertura di 14 nuovi punti vendita. Raddoppiano le vendite dal canale e-commerce, e toccano i 5,9 milioni di euro, con 40 negozi già aderenti al servizio che «continuerà a crescere - ha assicurato l’Ad Francesco Montalvo - in modo graduale e costante». Friuli e Veneto rappresentano una fetta importantissima dei ricavi di Despar. In Fvg, con i collaboratori dei negozi affiliati, si è superata la soglia dei 2.500 dipendenti, mentre in Veneto sono oltre 3.800.

Ma Despar guarda oltre il perimetro della sua comfort zone, cioè il Nordest allargato all’Emilia Romagna. E nel 2022 punta, per aumentare la sua quota di mercato nel settore che oggi è dell’8,3%, ad espandersi nientemeno che in Lombardia, la regione più ricca ed economicamente importante del Paese, con oltre 10 milioni di residenti. «Sarà un’operazione che attueremo con cautela e nello stesso tempo decisione - hanno osservato Antley e Montalvo -, perchè l’obiettivo è quello di arrivare, entro il 2026, a inaugurare 60 nuovi negozi, tra Despar, Eurospar e Interspar». Il debutto ufficiale del marchio dell’abete in Lombardia avverrà tra pochi giorni, il primo giugno, a Como, dove sarà aperto un negozio in centro storico. Poi seguirà l’allargamento ad altre province e infine Milano.

Il responsabile per l’area Veneto Giovanni Taliana ha sottolineato i 50 milioni di euro investiti nel 2021, mentre il direttore Fvg Fabrizio Cicero ha illustrato i dati relativi alla regione, con 626 milioni di fatturato, due nuove aperture, una diretta a Trieste e una affiliata, 9 milioni di investimenti e il radicamento con il territorio, dove sono stati distribuiti 457 mila euro in eventi, sponsorizzazioni anche di piccole realtà sportive e culturali e charity.

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