L’impatto del Far East Film sull’ambiente: il progetto innovativo in campo all’Uccellis di Udine

Intervista a Paolo Fedrigo (Arpa) sul progetto innovativo avviato in collaborazione con la Mediateca del Visionario

Paolo Fedrigo si occupa di apprendimento informale ed educazione ambientale al Laboratorio regionale di educazione ambientale dell’Arpa Fvg che sviluppa progetti di sensibilizzazione del pubblico alle tematiche ambientali, utilizzando diversi canali di fruizione, tra cui cinema, audiovisione, radio, mostre ed altri eventi connessi. Dopo la laurea in Scienze ambientali, ha conseguito il master in Comunicazione della scienza alla Scuola internazionale superiore di studi avanzati di Trieste. Ospite della nostra redazione ci ha parlato della collaborazione tra la Mediateca del Visionario e il Feff goes green 2022 con il particolare contributo del Liceo scientifico internazionale cinese Uccellis di Udine, in occasione della 24esima edizione del festival.

Qual è stato il suo percorso di studi e quando è nata la passione che l’ha portata a fare il suo lavoro?

«Concluso il liceo scientifico ho dato l’attenzione a quello che per il momento poteva essere un lavoro sicuro e mi sono inscritto ad ingegneria, poco dopo ho perseguito la passione e ho cambiato corso, puntando sulle scienze ambientali. Ampliando così le mie conoscenze nel settore a stretto contatto col pubblico, mi sono specializzato nell’educazione per coinvolgere le persone sulle tematiche ambientali. Tramite (tramite un progetto di tesi sull’educazione alla sostenibilità) il master in educazione della scienza sono venuto a contatto della realtà dell’Arpa».

In cosa consiste questa collaborazione tra il Laboratorio regionale di educazione ambientale dell’Arpa Fvg e la Mediateca del Visionario per il Feff Goes Green?

«Nel 2007 è nato il progetto mediatecambiente in collaborazione con il Sistema regionale delle mediateche nata che consiste nella creazione di progetti riguardanti l’educazione ambientale creati tramite l’audiovisivo; questi sono il miglior modo per parlare al grande pubblico in quanto permettono di trasmettere messaggi a livello territoriale. Si cercano dunque varie strategie per attirare l’attenzione delle persone non abituate a tali tematiche, una di queste è proprio il cinema. A partire da quest’anno il Cec di Udine ha deciso di gestire anche i propri eventi in maniera diversa, cominciando dall’analisi del grande impatto ambientale prodotto dal Feff per mettere in atto azioni di riduzione di quest’ultimo. Di conseguenza siamo partiti con l’idea di accompagnare dei ragazzi delle scuole superiori in questo lavoro di stima e bilancio di CO2».

Cos’è l’educazione ambientale, quando è nata e come si trasmette al pubblico?

«Si tratta di un processo educativo ma prima di tutto di un servizio pubblico a contatto con qualsiasi realtà del territorio, per portare al ragionamento su certi aspetti importanti così da scegliere uno stile di vita che possa mantenerli vivi grazie a quelli che si definiscono i principi dello sviluppo sostenibile».

Qual è stato il contributo degli studenti del Liceo scientifico internazionale cinese Uccellis di Udine?

«Tramite i laboratori di Pcto sul tema della sostenibilità abbiamo coinvolto gli studenti liceali di una terza e una quarta superiore che hanno partecipato a due incontri riguardanti le tematiche della sostenibilità. Successivamente questi si sono divisi per progettare e valutare l’impatto ambientale del festival Feff così da ridurlo il più possibile in tutte le modalità. Tramite la realizzazione della loro impronta ecologica e una serie di domande sul loro stile di vita, poste con “footprint calculator”, hanno permesso le osservazioni, misurazioni e monitoraggio per la raccolta di dati per la diminuzione delle emissioni con annesse proposte di compensazione».

Come si affrontano argomenti di così alta sensibilizzazione pubblica nelle differenti culture ospiti al FarEast Film Festival e come avviene la fase di comunicazione al pubblico?

«Rendere fruibile l’informazione dell’esistenza del Feff Goes Green è anche un passaggio culturale molto importante che permette una maggior consapevolezza nelle persone di come il progetto si sia impegnato dal punto di vista ambientale. Banner esplicativi e un'analisi approfondita con i ragazzi hanno trasmesso maggiori informazioni a riguardo sia al pubblico locale che agli ospiti».

Quali sono gli obbiettivi che vi siete posti per questa 24esima edizione?

«Il primo obiettivo è già stato raggiunto ed era quello di collaborare con il grande Festival che attrae l’attenzione di molte persone ed ha ospiti da tutto il mondo, specialmente dai territori più lontani. In secondo luogo il coinvolgimento dei giovani nel progetto e quindi di una scuola finalizzato ad aumentare l’interesse degli studenti a certe tematiche, analizzandole in prima persona».

Puntare sempre al meglio è possibile? Cosa credete che rimarrà nelle menti del pubblico?

«Cerchiamo che rimanga nelle menti delle persone il concetto che anche le piccole azioni possono fare la differenza. Indipendentemente dall’età ognuno può contribuire all’ambiente e perciò ci auguriamo che possa essere nato nel pubblico, presente durante la settimana passata al Festival, il desiderio di collaborare per gli aspetti trattati. Il Feff Goes Green ha portato diversi approcci creativi per esaminare tematiche ambientali e sostenibili che dominano il contemporaneo».

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