La preside alle studentesse poco vestite: «Non si mostra la ciccia». Dal Veneto al Friuli, si discute ancora dell’abbigliamento a scuola

Il caso a Vicenza riaccende il dibattito sull’abbigliamento da osservare a scuola: anche a Sacile il preside ha diffuso una circolare con regole precise

VICENZA. Ancora una scolaresca in rivolta per motivi di abbigliamento, dopo l’intervento deciso di una dirigente scolastica. Stavolta però l’accusa rivolta dalla rete degli studenti medi di Vicenza è più pesante: “Commenti di stampo sessista e grassofobico”. Dunque nel fuoco incrociato delle accuse finisce Maria Rosa Puleo, preside del liceo Fogazzaro di Vicenza, indirizzo psicopedagogico e delle scienze sociali. Ancora una volta tutto nasce a causa di un problema di top e pance scoperte, abbigliamento che spopola tra le teenagers, sia per moda che per necessità visto il caldo di questi giorni.

La preside vede tre ragazze che lo indossano e decide di entrare in classe per ricordare che la scuola non è una spiaggia. Una lavata di capo durata quasi un'ora, dicono i ragazzi, durante la quale la preside ha parlato di buon gusto ma con qualche caduta di stile del tipo: “Non si mostra la ciccia in quel modo”.

Notizie come questa circolano in un attimo nell’ambiente degli studenti e così, di lì a poco, sono intervenuti anche i ragazzi della rete degli studenti medi di Vicenza. “Riteniamo che una figura istituzionale come quella del dirigente scolastico non possa promuovere idee così tossiche e che la nostra generazione si sta mobilitando per abbattere” ha detto Elena Bigarella, rappresentante d'istituto del Fogazzaro, al Giornale di Vicenza. “Giudicare di buon gusto o meno gli abiti di una persona solo in base all'aspetto fisico è un'azione che reca gravi danni alla salute psicofisica degli adolescenti, molti dei quali soffrono di disturbi alimentari a causa di affermazioni finalizzate a invalidare i corpi delle persone citando il gusto estetico”. Di commenti "grassofobici", sessisti e paternalistici parla la Rete degli studenti precisando che la preside “ha mancato di rispetto non solo nei confronti delle ragazze prese di mira, ma anche verso tutte le persone che ogni giorno si ritrovano vittime di commenti simili”.

“Sono intervenuta anche sulla scia di numerose segnalazioni da parte dei docenti su un modo di abbigliarsi che è più adatto a una giornata in piscina che a scuola” ha replicato la dirigente Maria Rosa Puleo, sempre al Giornale di Vicenza. “Ho chiesto all'insegnante della classe in cui sono entrata di mettere una nota che non vuole essere di natura disciplinare, quanto un monito per ricordare che in un ambiente dove si studia la pancia scoperta è fuori luogo e rischia di diventare fonte di sguardi e distrazioni. Qualcuna tra le ragazze si è messa a piangere e a quel punto ho chiesto se avevo detto qualcosa di offensivo e che sarei stata pronta a scusarmi, ma mi sono sentita rispondere che le lacrime erano dovute ad altro”. Gli studenti si stanno organizzando per proclamare uno sciopero.

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