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Gli occhiali e i disegni delle figlie sulla scrivania vuota di Elisabetta: la donna aveva avviato la pratica di separazione dal marito

La scrivania, tristemente vuota, di Elisabetta Molaro nell'ufficio della Unipol assicurazioni B&T

Uno dei titolari dell’agenzia dove lavorava la quarantenne vittima di femminicidio: «Era una persona precisa, si era fatta seguire da uno psicologo e da un mediatore»

CODROIPO. Il computer spento, gli occhiali con la montatura rosa appoggiati sotto il video, i disegni delle figlie appiccicati al vetro e un telefonino in carica. Manca lei, Elisabetta Molaro, 40 anni, l’impiegata modello della Unipol assicurazioni B&T, uccisa dal marito da cui si stava separando.

All’indomani del terribile fatto, negli uffici di piazza Garibaldi è calato il silenzio. «Elisabetta aveva avviato la pratica di separazione dal marito, essendo una persona precisa aveva fatto le cose come si deve.

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