Le cime tempestose delle sorelle Grassi tra amori impossibili e scalate alpine epiche

Annina e Angelina prime donne a salire sul Canin nel 1877, Bianca Agarinis Magrini racconta la Carnia del passato

UDINE. Dopo l’evoluzionista Telmo Pievani e il successo della sua conferenza sull’Antropocene al Museo di storia naturale di Udine, oggi alle 18.30 il museo ospiterà “Cime tempestose - alpinismo al femminile e storie d’amore”, il libro fresco di stampa per Gaspari Editore, in colloquio con l’autrice, Bianca Agarinis Magrini, e la conservatrice del museo, Paola Visentini (la prenotazione all’evento è obbligatoria.

Per effettuare l’iscrizione: urly.it/3nyrs, oppure telefonare al museo al numero 04321273211). Negli ultimi vent’anni Bianca Agarinis Magrini ha dato alle stampe storie e saggi, prendendo spunto dall’archivio storico della famiglia Lupieri-Magrini. È un mondo di carte eccezionali, che documentano la storia sociale e politica di Otto e Novecento della Carnia e dell’Italia.

In questo lavoro, “Cime tempestose”, l’autrice, moglie di Giulio Magrini, ripercorre la storia delle sorelle Grassi, Annina e Angelina, appassionate di montagna e note alpiniste friulane. Furono tra le prime donne a salire sul Monte Canin nel 1877. Alle vicissitudini umane di queste ragazze, nel libro si affianca l’amicizia con grandi alpinisti e naturalisti friulani, come Ardito Desio, Ludovico di Caporiacco e Egidio Feruglio, in una storia fatta di «emancipazione e di potenti contrasti ideologici che si rarefanno nel silenzio dell’altitudine».

Il libro della Agarinis Magrini è costruito a intarsio. C’è la storia di Annina: «un piccolo giallo – si legge nella prefazione di Carlo Bressan – dove compare il ricordo di alcune allusioni ascoltate, quando Bianca era giovane, da “zia” Teresa Cecchetti, per tornare poi all’archivio di famiglia».

Ed è qui che l’autrice ha la fortuna di imbattersi nell’intrigante e - sfortunata - storia d’amore di Annina con Arturo Magrini, e di svelare ora ai lettori, con discrezione e cura, le tre lettere d’amore scritte dal dottor Magrini stesso, di cui una indirizzata proprio ad Anna.

La vicenda è molto malinconica, e nel libro si spiega bene perché. Il lavoro dell’autrice poi prosegue tra le carte, e racconta il futuro di Arturo stesso dopo la rottura con Annina e la sua vita, per poi proseguire con la biografia di Aurelia, figlia di Arturo e Lucrezia, e il suo viaggio sentimentale, in Argentina, al fianco del marito Egidio Feruglio, uno dei più importanti geologi italiani. Con Feruglio entrano in scena altri personaggi come Ardito Desio e il conte Lodovico di Caporiacco, protagonista quest’ultimo, in un intarsio a mio avviso irresistibile, del racconto della sua vita, attraverso la pubblicazione del testamento.

In “Cime tempestose”, grazie al discendente omonimo Lodovico di Caporiacco e Domenico Pittino, viene stampato il testamento dell’avo, documento che seduce per l’onestà coraggiosa degli intenti. Il di Caporiacco scriverà, tra l’altro, che suo figlio deve imparare il friulano, «perché in friulano, linguaggio semplice, la retorica è impossibile».

Grazie a Umberto Sello e alla Società alpina friulana, nel libro viene anche pubblicato, come ultimo intarsio, il racconto di Giovanni Marinelli “Le prime alpiniste sulle vetta del monte Canin”, edito nel 1878.

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