Morto Mario Del Fabbro, in Fvg era uno degli ultimi testimoni dell’Olocausto

Aveva 93 anni, fu deportato a Mauthausen. Lavorò in Svizzera e poi tornò in Carnia

FORNI AVOLTRI. È morto Mario Del Fabbro, 93 anni, uno degli ultimi internati viventi in regione della seconda guerra mondiale.

Nato l’11 agosto 1928 a Forni Avoltri (in un documento d’epoca era erroneamente indicato il 2 agosto), era un ragazzo di soli 17 anni che militava nelle fila partigiane quando i nazisti l’avevano deportato a Mauthausen.

Liberato nel 1945 dopo mesi di prigionia, era tornato a casa in Carnia dedicandosi al lavoro e iniziando a costruire la sua famiglia.

«Non raccontava volentieri quell’esperienza – confida la figlia Clara – solo in particolari circostanze o come testimonianza per studi o tesi. La sua vita è stata un atto di memoria alla crudeltà e barbarie di quell’epoca buia».

Falegname di professione, nel dopoguerra si era trasferito per 10 anni in Svizzera per poi tornare in Val Degano a continuare il suo mestiere tra Ovaro e il suo paese natale finché un infortunio alla mano aveva interrotto la sua carriera.

«Per decenni era stato presidente della locale associazione ex internati – racconta la figlia – e presenziava a ogni cerimonia memoriale in Friuli; aveva anche voluto la realizzazione del monumento nel bivio di Pierabech, località del comune avoltrino, dedicato alla memoria dei tragici fatti che aveva vissuto in prima persona.

Nel 1970 ha portato a Mauthausen una lapide in ricordo dei compaesani rimasti là. Lo stesso anno è stato insignito della medaglia di benemerenza di partigiano combattente, nel 1994 premiato Cavaliere e nel 2010 medaglia d’onore ai cittadini deportati. Aveva un carattere forte e risoluto, non ha mai ceduto ai colpi avversi che la sorte gli ha imposto».

Rimasto vedovo a 60 anni della moglie Pia Romanin, Del Fabbro aveva superato anche il lutto dell’unico fratello Don Giovanni Battista (Pre’ Tite per i compaesani) e del figlio Claudio che lavorava come carabiniere a Tolmezzo.

«Aveva vinto persino la sfida contro il Covid – il commiato commosso di Clara – ed eravamo certi che potesse far fronte anche a questa sua ultima battaglia. Se ne va un vero combattente».

Al cordoglio della famiglia si unisce anche quello del sindaco di Forni Avoltri Sandra Romanin, a nome di amministrazione e comunità: «Una memoria preziosa di tempi che non devono essere dimenticati. Era sempre un piacere incontrarlo ed ascoltare i suoi ricordi e le sue osservazioni sulla storia del nostro paese.

Se ne va una taccia storica del nostro comune, un prezioso anello di congiunzione con il passato». Giovedì alle 16, i funerali nella chiesa di San Lorenzo a Forni Avoltri. 

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