Emergenza siccità: Pordenone chiude l’acqua alle fontane a ciclo continuo

Quelle ornamentali invece possono utilizzare il ricircolo. L’assessore Cairoli: «Serve attenzione, non lavate i rifiuti»

PORDENONE. Non solo l’ordinanza della Regione per evitare sprechi d’acqua nell’innaffiare orti e giardini. Anche il Comune di una città d’acqua, come Pordenone, si muove per ridurre al minimo il consumo del bene più prezioso.

«Iniziamo con chiudere le fontane – spiega l’assessore Monica Cairoli –. Non sarà necessario con quelle ornamentali perché utilizzano già il riciclo dell’acqua».

Un esempio è quella di piazza Risorgimento.

Il contesto generale «è preoccupante – evidenzia Cairoli, che ha la delega al cambiamento climatico, oltre che all’ambiente –. Per una bagnatura in tempi normali servono almeno 20 millimetri di pioggia. I dati attuali sono noti e non portano a essete tranquilli. Per questo anche noi come città dobbiamo mettere in atto comportamenti virtuosi».
La scelta dell’amministrazione è quella di limitare gli impianti comunali a ciclo continuo e già oggi dovrebbe essere pronta l’ordinanza con l’elenco degli impianti interessati.

«Distinguiamo tra fontane ornamentali e le altre e anche in base al tipo di erogazione. Laddove ci sia un rubinetto non è necessario intervenire».

Aggiunge Cairoli: «Il lato positivo è che, come città, abbiamo una rete idrica che ha la dispersione tra le più basse d’Italia», circa l’11 per cento.
Ogni persona può mettere in pratica piccole accortezze per ridurre il consumo dell’acqua: preferire la doccia al bagno nella vasca; usare lavastoviglie o lavatrice a pieno carico: per una famiglia tipo di tre persone è stato calcolato un risparmio di 8200 litri l’anno.

Altre accortezze possono essere l’impiego del frangigetto sui rubinetti; non lasciar scorrere l’acqua quando ci si lava i denti, «ma anche evitare di lavare i contenitori dei rifiuti» evidenzia l’assessore.

Per evitare un problema di odori, specie con il caldo, è preferibile chiuderli in sacchetti di plastica (nel caso dei rifiuti di plastica e metallo) da conferire nei contenitori.
Pordenone è una città ricchissima di acque e, oltre a fiume e rogge, prova ne sono gli innumerevoli lavatoi che, assieme alle fontane, si trovano in ogni parte della città. Queste acque, tuttavia, non sono ne in salute.

Anche le ultime indagini, a dicembre, dell’Asfo – una volta l’anno l’azienda sanitaria controlla lo stato dell’acqua di fontane e lavatoi – mostrano come l’acqua potabile sgorghi da una minoranza di punti.

È risultata per esempio potabile l’acqua della fontana di piazza San Marco e di quelle di via Udine davanti e dentro le scuole. Non lo è quella delle fontane vicino alla Santissima, in via Mameli e in via chiesa di Vallenoncello.

La situazione nel tempo è peggiorata anche per il rilevamento della Dact, derivato dell’atrazina che oggi è possibile intercettare grazie ad analisi sofisticate. 


 

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