A Udine la tomba si potrà “prenotare”, coppie di fatto ancora escluse

L’assessore Ciani: prima possibile le modifiche per comprendere tutti. Ma Pd e Innovare si astengono: andava cambiato subito il regolamento

UDINE. Sono sempre di più gli udinesi che chiedono di poter “prenotare” un loculo in cimitero, «anziani ma non solo che non vogliono gravare economicamente sui figli o che magari non hanno parenti prossimi e vogliono occuparsi personalmente di quello che accadrà dopo il loro trapasso», ha chiarito l’assessore ai Cimiteri e alle onoranze funebri, Alessandro Ciani.

Al momento gli unici che possono riservare un loculo sono le persone che hanno perso il coniuge e vogliono uno spazio accanto al proprio caro.

«Per questo motivo - ha spiegato ieri Ciani nel corso della commissione Territorio e ambiente - volevamo estendere questa possibilità a tutti gli over 65enni».

Il problema è che in questo modo, hanno poi osservato Monica Paviotti del Pd e Federico Pirone di Innovare, si escludono le coppie di fatto poiché nel regolamento si fa riferimento solo a coniugi o parenti di primo grado.

Un aspetto che, ha rimarcato il capogruppo di Prima Udine, Enrico Bertossi, «andrebbe anche contro quanto previsto dal nuovo articolo 9 dello statuto comunale».

Nel testo inizialmente proposto dal centrodestra si faceva riferimento alla «famiglia come società naturale fondata sul matrimonio», passaggio che poi, grazie alla mediazione dello stesso Bertossi è cambiato con la formula: «Il Comune di Udine riconosce e promuove i diritti della famiglia come società naturale comunque costituita».

Non solo coppie sposate quindi ma anche conviventi. Che con la sola modifica proposta ieri dalla maggioranza resterebbero escluse dalla possibilità di prenotare «loculi colombari e nicchie private ipogee».

Dal canto suo però l’assessore Ciani ha rimarcato che «non c’è alcuna volontà di escludere o discriminare qualcuno, molto più semplicemente, avendo ricevuto molte richieste in tal senso volevamo offrire agli udinesi questa opportunità aggiungendo un comma al regolamento con l’impegno di rivederlo integralmente appena possibile garantendo quindi a tutti la stessa condizione».

Un impegno che non ha convinto Paviotti e Pirone, gli unici che si sono astenuti: «Dire prima possibile non significa nulla e questa era l’occasione giusta per rivedere tutto il regolamento vecchio di 16 anni».

Bertossi invece ha votato a favore rimarcando però la necessità di allargare la platea in breve tempo. Il numero di posti disponibili sarà fissato annualmente sulla base delle concessioni scadute e comunque «sempre in misura tale da non recare squilibri nella disponibilità delle strutture», si legge nella delibera. «Indicativamente - ha tradotto Ciani - parliamo di circa 145 posti prenotabili, non più del 5%». 

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