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La polemica

Mangiatrici di banane alla Festa degli uomini di Nimis, interviene il Consiglio regionale: «Portare rispetto e non esasperare la sessualità»

Aggiornato alle 1 minuto di lettura

Il volantino promozionale che ha scatenato le polemiche

 

TRIESTE. I luoghi comuni indeboliscono l'identità: «È giusto e doveroso, quindi, rispettare le tradizioni, ma sempre nel pieno rispetto della dignità delle altre persone».

Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, intervenendo in merito alle discussioni emerse a margine della la Festa degli uomini di Monteprato (Nimis), che si celebrata ogni 2 agosto. In tale circostanza, «una specifica competizione (ma anche la relativa locandina e un video diffuso on line) sembrano esporre le donne a una ribalta giudicata su più fronti ben poco lusinghiera e per nulla educativa».

Il vertice dell'Assemblea legislativa Fvg, esprimendo anche la sua «solidarietà alla presidenza della Commissione regionale per le Pari opportunità tra uomo e donna (Crpo Fvg), protagonista di un intervento di severa condanna», ha aggiunto «la raccomandazione di portare sempre il massimo rispetto per il prossimo. Giusto omaggiare il passato e la storia dei nostri piccoli centri, doveroso anche il desiderio di festeggiare con disincanto l'estate ritrovata, celebrando tutti insieme la ripartenza dopo i lunghi e drammatici mesi che hanno costretto dolorosamente in casa la popolazione. Tuttavia, è anche necessario evitare tutte le banalizzazioni e ogni superficialità che, talvolta solo a caccia di una facile risata, possano arrecare danno ai principi e alle idee degli altri».

Il presidente del Consiglio regionale si è detto anche «certo della volontà di non offendere nessuno, attraverso un evento organizzato a fini goliardici e forte di una storicità localmente riconosciuta. Determinate tematiche, tuttavia, vanno sempre affrontate con sensibilità e riguardo, tenendo conto del rispetto dovuto alle battaglie che le donne hanno condotto nel corso dei decenni per pervenire a una serie di riconoscimenti umani e sociali che, ancora oggi, non sempre sono scontati».

Iniziative, linguaggio, testi e immagini, ha concluso il presidente del Cr, «devono sempre tener conto dei diritti di tutti (in questo caso specifico delle donne), senza correre il rischio di denigrare o esasperare il tema della sessualità».

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