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Goletta Verde, 10 aree del Fvg analizzate: una è fuori dai limiti di legge. Ecco i risultati

Presentati i risultati delle analisi dei campioni d'acqua prelevati dai volontari e volontarie di Goletta Verde sulle coste del Friuli Venezia Giulia

3 minuti di lettura

Ai  “Cantieri Marina San Giorgio” Goletta Verde ha presentato i risultati delle analisi microbiologiche eseguite lungo le coste del Friuli Venezia Giulia.

Dieci i punti campionati dai volontari e volontarie della Goletta Verde lungo le coste del Friuli Venezia Giulia nella giornata del primo agosto: tre punti sono stati campionati nella provincia di Trieste, altrettanti in quella di Gorizia e quattro in quella di Udine.

In totale sono state campionate quattro foci, cinque punti a mare e un punto nella laguna di Marano.

I dati sono stati presentati dal portavoce di Goletta Verde, Stefano Raimondi, e da Martina Bellucci di Legambiente Friuli Venezia Giulia.

Quest’anno la Goletta Verde, insieme alla tutela della biodiversità, mette in evidenza la lotta alla crisi climatica, il rafforzamento del sistema delle aree protette e la promozione delle rinnovabili, a partire dall'eolico offshore.

 Il dettaglio delle analisi

I campionamenti di Goletta Verde non si vogliono sostituire ai dati ufficiali sulla balneabilità ma vanno ad integrare il lavoro svolto dalle autorità competenti.

Se, infatti, i dati di Arpa sono gli unici che determinano la balneabilità di un tratto di costa a seguito di ripetute analisi nel periodo estivo, le analisi di Goletta Verde hanno invece un altro obiettivo che è quello di andare ad individuare le criticità dovute ad una cattiva depurazione dei reflui in specifici punti, come foci, canali e corsi d’acqua, il principale veicolo con cui l’inquinamento, generato da un’insufficiente depurazione, arriva in mare.

Solo un punto è stato giudicato fortemente inquinato secondo il giudizio di Goletta Verde e si tratta della Foce del Rio Fugnan, tra via Battisti e l'incrocio con Largo Caduti per la libertà nel comune di Muggia in provincia di Trieste.

Altra nota dolente è l'informazione ai bagnanti: solo in uno dei dieci punti monitorati è stato segnalato dai volontari e volontarie di Goletta Verde il cartello informativo sulla qualità delle acque, ormai da anni obbligatorio per legge.

Gli altri punti monitorati da Goletta Verde, risultati entro i limiti di legge, sono: la spiaggia di viale Miramare nel comune di Trieste; la spiaggia di Sistiana nel comune di Duino Aurisina; la spiaggia libera in località Marina Julia a Monfalcone; la foce del fiume Isonzo in località Punta Sdobba a Grado; la spiaggia di viale del Sole a Grado; la foce del fiume Stella a Precenicco; allo scarico del depuratore di Lignano Sabbiadoro; il lungomare di Lignano Sabbiadoro e la foce del fiume Tagliamento a Lignano Sabbiadoro.

“Ringraziamo i volontari e le volontarie di Goletta Verde che ogni anno monitorano i punti critici delle coste friulane e giuliane per verificare la qualità delle acque dei nostri mari – afferma Martina Bellucci di Legambiente Friuli Venezia Giulia - Il Rio Fugnan a Trieste è una criticità nota a tutti e ultimamente le amministrazioni hanno messo mano agli impianti di depurazione e al collettamento della rete fognaria.

La direzione è quella giusta ma bisogna fare di più perché le coste del nostro territorio compiano il definitivo salto di qualità”.

“Gli esiti delle analisi microbiologiche sulle acque delle coste del Friuli Venezia Giulia, effettuate da Goletta Verde, fanno ben sperare anche se il fronte delle infrastrutture della depurazione e la rete fognaria vanno migliorate.

E su questo fronte, rappresenta un’occasione persa, il mancato utilizzo dei fondi del Pnrr per efficientare o aumentare gli impianti di depurazione – dichiara Stefano Raimondi, portavoce di Goletta Verde.

È vero, c’è un solo punto oltre i limiti di legge ma viene monitorato da anni e più volte è risultato inquinato. Fortunatamente anche le amministrazioni hanno iniziato a lavorare per risolvere questa criticità, il nostro invito è quello di non fermarsi. Perché tutelare le acque da scarichi, efficientare gli impianti di depurazione e rete fognaria significa salvaguardare i nostri mari e la loro biodiversità.

Più alto è il livello di biodiversità e più alta sarà la salvaguardia degli ecosistemi marini, il Friuli Venezia Giulia su questo punto può fare di più: è presente una sola area marina protetta, troppo poco per l’obiettivo del 30% di aree protette, a mare e a terra, che l’Europa chiede a tutto il Paese”.

L’emergenza idrica nel basso Friuli

La presentazione dei dati di Goletta Verde è stata preceduta da una tavola rotonda dal tema “L’emergenza idrica della bassa friulana”.

Sono intervenuti Chiara Calligaris, ricercatrice all'Università degli Studi di Trieste, Dipartimento di Matematica e Geoscienze, Antonella Zanello di Arpa Fvg, Armando Di Nardo, direttore del Consorzio di bonifica della pianura Friulana, i sindaci di San Giorgio di Nogaro e Cervignano.

Gli interventi sono stati coordinati dalla giornalista Elisa Cozzarini. Alessandra Testa, coordinatrice del gruppo di lavoro di Legambiente FVG sull’acqua, ha introdotto i lavori richiamando il Decreto che dichiara lo stato di emergenza in Regione e che, tra le misure, interviene tardivamente sulla regolazione dei pozzi artesiani a getto continuo.

“Ci auguriamo che dal tavolo di lavoro istituito dalla Regione segua una regolamentazione - dichiara Sandro Cargnelutti, presidente di Legambiente Friuli Venezia Giulia. Non siamo d’accordo, invece, sull’azzeramento del deflusso minimo vitale in caso di emergenza o la costruzione, salvo limitate eccezioni, degli invasi.

È importante - conclude Cargnelutti - legare le risposte emergenziali necessarie ad interventi strutturali che abbiano una proiezione temporale al 2030 e 2050. Proiezioni che necessitano di un apposito piano per la mitigazione e l’adattamento alla crisi climatica.

Ridurre le pressioni e gli sprechi delle risorse idriche, operare entro i limiti, favorire il riuso e riciclo delle acque, potenziare la base conoscitiva e la modellistica predittiva, promuovere soluzioni secondo natura nella gestione dei corridoi fluviali sono alcuni degli obiettivi attesi.

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