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Topolò, dopo i tagli ai fondi
la rete si mobilita

Avviata una sottoscrizione online per salvare la manifestazione che quest’anno ha subito una decurtazione del 75%. "Il calendario è fissato (dal 12 al 21 luglio) e gli artisti aspettano di sapere se potranno essere accolti, ma con il budget attuale non ce la facciamo"

GRIMACCO. Il calendario è già fissato (dal 12 al 21 luglio), ma un grande punto interrogativo incombe sull’edizione 2013 di Stazione Topolò - Postaja Topolove, edizione del ventennale per questo piccolo grande laboratorio di arte e cultura che di anno in anno è cresciuto facendo del villaggio abbarbicato in fondo a una delle valli del Natisone un luogo mitico, il cui nome ha raggiunto i quattro angoli del mondo.

A lanciare l’allarme sono gli organizzatori, dopo che sul già decurtato budget si è abbattuto un ulteriore colpo di scure: «Abbiamo subito un taglio del 75% - spiega Moreno Miorelli, una delle anime di Topolò, socio fondatore dell’iniziativa -. Era già stato annunciato il taglio del 50% ma di fatto da 45 mila euro siamo passati a 11 mila, che non ci permettono nemmeno di pagare le spese primarie per gli artisti che vorrebbero partecipare all’edizione di quest’anno».

I tagli alla cultura, si sa, hanno colpito in generale, ma quelli che si abbattono su realtà come Topolò, che garantisce a una zona marginale non solo visibilità ma un crescente afflusso di visitatori, colpiscono due volte: sulla specifica realtà e sul territorio circostante, in questo caso tutte le Valli, che si sono fatte conoscere e apprezzare da moltissime persone.

E siccome lasciar morire una “creatura” così preziosa non è pensabile, almeno non senza aver lottato con ogni mezzo, qualcuno ha pensato di cercare una via d’uscita avviando una raccolta di fondi con uno dei mezzi oggi più frequentati, la rete. E così ancora per poco meno di venti giorni andando sul sito www.indiegogo.com/projects/sos-topolo si può contribuire con una somma (piccola o grande che sia) a tener viva una manifestazione di cui si è occupato persino il New York Times. Per non parlare della tv giapponese che a Topolò ha girato un documentario di un’ora o del periodico tedesco di viaggi e turismo Geosaison, che ha inserito Topolò tra i dieci borghi nascosti più belli d’Italia.

L’obiettivo del crowdfunding è arrivare a 30 mila euro, e al momento si è ancora molto lontani, ma tutto può aiutare, anche una piccola somma. Nel frattempo è sperabile che anche dalla Regione arrivi un segnale di attenzione, ora che vi è stato un deciso ricambio nelle stanze dei bottoni. A Topolò non vogliono fare polemica, ma si capisce che la Stazione , forse anche per la sua posizione di confine, in questi anni non era oggetto di grande considerazione.

Intanto, racconta Miorelli, gli amici di Topolò (e sono davvero molti) si stanno muovendo per proporre iniziative (concerti, un’asta di opere artistiche) nelle quali raccogliere altri contributi.

«L’importante - spiega ancora Miorelli, che fa parte di un gruppo di lavoro composto da una decina di persone - è poter dare agli artisti che hanno già mandato la loro adesione la certezza che vitto e alloggio sono garantiti e così pure i materiali di cui hanno bisogno per le loro performance». E con il budget attuale questo non è possibile, ma come detto si può ancora riuscire a salvare la manifestazione.

Intanto sulla Stazione di Topolò si è soffermata l’attenzione di più di qualche laureando di università italiane (Udine,

ma anche Roma, Milano, Venezia, Urbino): «Sono state fatte già sei tesi di laurea su Topolò - racconta Moreno Miorelli - e altre due sono in fase di elaborazione, a dimostrazione dell’interesse che l’iniziativa suscita anche negli ambienti accademici».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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