“Maiale di comunità” all’asta: il ricavato ai bisognosi e gli animalisti insorgono

Prata: il suino è stato allevato dalla fattoria sociale di Ghirano con gli avanzi delle mense scolastiche. L’iniziativa è sostenuta da Comune e associazioni. Ma per Lav Afvg è "un macabro rito di sangue e morte"

PRATA DI PORDENONE. Il progetto “Maiale di comunità” giunge al suo epilogo: venerdì si terrà l’asta del “porsel”, con i salumi ottenuti dal suino allevato con gli avanzi delle mense scolastiche. Il ricavato sarà destinato al Centro solidarietà alimentare.

L’asta benefica sarà battuta dai Papu sotto la Grande Quercia venerdì alle 18.30: in caso di terreno fangoso, sarà attivo un servizio di trattore navetta gratuito da via Baratti Bosco a Ghirano e da via Mantovane-Strada Boscati a Villanova in modo da consentire a tutti di raggiungere agevolmente il luogo dell’asta.

L’iniziativa, partita dall’Ambito distrettuale, era iniziata a maggio per contrastare lo spreco alimentare alle mense scolastiche. Per legge infatti i pasti, anche rimasti integri, non possono più essere riutilizzati: l’idea allora è stata quella di destinare tutto il cibo avanzato dai bambini ad un maiale, allevato all’interno della fattoria sociale “Il Ponte” di Ghirano.

Oltre al Comune e alla coop sociale, il progetto è stato promosso e sostenuto anche dal comitato pista ciclabile, dal centro culturale “Conti Prata” e dalle pro loco di Ghirano e Villanova.

«Tutti i prodotti messi all’asta – spiegano gli organizzatori –, ovvero salami, salsicce, coppe, cotechini e similari, e quelli che saranno messi in degustazione gratuita al termine dell’asta sono prodotti locali, derivati da animali allevati in casa, secondo la tradizione contadina di un tempo. Il maiale costituirà il fulcro dell’asta che si svolgerà con i crismi tradizionali, partendo da un prezzo minimo e giocando al rialzo in base alle offerte».

Per l’asta benefica è stato scelto un luogo simbolo: la Grande Quercia, secolare e protettiva, si trova su un terreno agricolo in località Bosco, al confine tra le due frazioni di Villanova e Ghirano. Ferita vistosamente in passato da un fulmine, la pianta resiste ancora, sempre più maestosa.

Alla sua base è stato eretto un capitello con una Madonna con Bambino adornata di rose. L’idea del “maiale di comunità” vuole recuperare lo spirito del “porzell di Sant’Antoni”, in cui le famiglie che ne avevano la possibilità si prendevano a turno cura dell’animale, per poterlo crescere e arrivare a coglierne il prodotto finale.

Ognuno contribuiva per la sua parte, il frutto dell’impegno veniva condiviso. Tre volte alla settimana i ragazzi della cooperativa “Il Ponte” hanno raccolto nelle scuole il cibo con cui nutrire il suino.

«Rinnovando una tradizione che si era persa, quale quella del Porzell de Sant’Antoni, la comunità dimostra sensibilità e attenzione nei confronti dei bisognosi – ha commentato il sindaco Dorino Favot –. Mi auguro che l’asta possa essere fruttuosa e che questo primo esperimento del “maiale di comunità” possa andare avanti e diventare una prassi consolidata».

Intanto, però, sul “maiale di comunità” insorgono gli animalisti. Comunicato stampa congiunto di Lav Afvg, che parla di «un’asta di sangue e morte».

«L’asta di pezzi del corpo del maiale, che è stato per sei mesi allevato “amorevolmente” da scolari con i resti del cibo avanzato della mensa scolastica, è l’ultima tragica e macabra trovata sulla pelle di un povero maiale e di innocenti bambini – si afferma nel comunicato stampa –. L’iniziativa, avallata dai docenti locali, dall’amministrazione comunale e dal sindaco di Prata in testa, è quanto di peggio possa venire da chi dovrebbe essere la migliore espressione cultural-amministrativa di una comunità.

Iniziativa tragica per ambedue i soggetti di riferimento: l’animale maiale, considerato non come essere vivente dotato di sensibilità bensì come pattumiera riciclante di resti di alimenti classificati rifiuti umidi e i bambini scolari, al culmine della loro educazione e formazione di futuri adulti, ai quali è stato presentato un essere vivente nella classica visione antropocentrista, con il sicuro plauso anche del pievano di turno, della categoria allevatori zootecnici, della categoria macellai e della categoria cacciatori».

«La comunità civile, sensibile al diritto all’esistenza ed al rispetto di tutti gli esseri viventi – si aggiunge nella nota –, ritiene inaccettabili simili riti dal macabro sapore medievale, portatori di sottocultura e violenza nei confronti del “diverso”. Lav di Pordenone e Afvg saranno presenti alla triste iniziativa di quest’asta di sangue".

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