E se il vaccino antinfluenzale proteggesse da Covid?

Uno studio americano analizza la relazione: tra chi ha fatto l'immunizzazione stagionale ci sono stati meno casi, minori complicanze e ospedalizzazioni da Coronavirus
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Il vaccino antinfluenzale ha un effetto protettivo contro il Covid-19? Sembrerebbe proprio di sì: secondo uno studio statunitense, le persone che hanno ricevuto il vaccino stagionale hanno infatti meno probabilità di essere infettate e sviluppare una forma grave. I ricercatori dell’Università del Michigan hanno cercato una correlazione tra la vaccinazione contro l’influenza stagionale e l’infezione da Covid-19 in 4,5 milioni di cartelle di pazienti all’interno del sistema sanitario nazionale: fra questi, hanno identificato 27.201 persone che hanno fatto un tampone durante la prima ondata, tra marzo e luglio 2020.

 

Ed ecco i risultati: le probabilità di risultare positive si sono dimostrate ridotte del 24% per coloro che avevano precedentemente fatto il vaccino stagionale rispetto a chi non lo aveva fatto. Inferiori anche i tassi di ospedalizzazione, così come la necessità di ventilazione meccanica. Non solo: ai vaccinati che hanno avuto bisogno di assistenza ospedaliera sono bastati anche meno giorni di degenza.

 

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica American Journal of Infection Control. Solo il 4% delle persone vaccinate è risultata positiva, contro il 5% dei non vaccinati, con un basso tasso di ospedalizzazione che però non si riflette nel tasso di mortalità, che non si è mostrato significativamente diverso fra i due gruppi di studio. Secondo l’autrice principale, Marion Hofmann Bowman, “la differenza tra i due gruppi è ancora più significativa se si prendono in considerazione criteri come l’indice di massa corporea, il consumo di tabacco, il sesso e l’età”, ma “non possiamo ancora dimostrare che si tratti di un legame causa-effetto: i meccanismi alla base di questa protezione sono ancora poco chiari. In ogni caso nessuno nello studio è risultato positivo per entrambe le infezioni contemporaneamente”.

 

“Sono in corso altri studi per indagare sugli effetti del vaccino contro l’influenza stagionale sulle malattie respiratorie”, aggiunge Hofmann, ma è presto per sbilanciarsi: “E’ possibile che ci sia un effetto biologico diretto del vaccino antinfluenzale sul sistema immunitario, utile per combattere il Covid-19, ma potrebbe anche essere che i pazienti che si sottopongono al vaccino siano persone che rispettano maggiormente il distanziamento sociale e le raccomandazioni anti contagio. Sebbene nelle nostre analisi siamo stati in grado di controllare le morbilità note per essere legate al rischio di Covid-19, l’associazione protettiva osservata potrebbe essere anche determinata da differenze nei comportamenti sociali e sanitari o da fattori socioeconomici disparati tra questi nei gruppi vaccinati e non vaccinati”.

 

Sicuramente saranno necessari studi specifici per stabilire con chiarezza un nesso causale tra il vaccino antinfluenzale, la suscettibilità e la gravità dello sviluppo della sindrome respiratoria acuta grave. Ma in ogni caso l’incremento della copertura vaccinale consente di diminuire la diffusione della sindrome influenzale, riducendo i rischi di complicanze negli anziani e nelle persone affette da malattie croniche, che sono anche le fasce più colpite dal nuovo coronavirus. “Nel 2020 è stata osservata una diminuzione di tutte le infezioni virali respiratorie, probabilmente grazie al distanziamento sociale e all’uso delle mascherine – prosegue Hofmann –, ma fino a quando il vaccino contro il coronavirus non sarà ampiamente disponibile, quello antinfluenzale dovrebbe essere promosso per ridurre il peso della malattia durante questa pandemia”.

Prima della pandemia, la dottoressa Hofmann, che è una cardiologa del Michigan Medicine Frankel Cardiovascular Center, insieme alla dottoranda Anna Conlon ha appurato un’altra associazione incoraggiante con il vaccino antinfluenzale: gli effetti protettivi cardiovascolari. “Ci sono dati affidabili che dimostrano che il vaccino antinfluenzale previene l’infarto e i ricoveri per insufficienza cardiaca, che è un motivo in più per farlo ogni anno”.