L’Udinese di lunedì sera dipende molto da Larsen

Per il danese piccolo guaio in allenamento, se non recupera Gotti può sostituirlo con Zeegelaar. Ma c’è anche l’opzione 3-5-1-1 con Pereyra a dar manforte a Pussetto e Deulofeu cambio tattic

UDINE. Accidenti agli imprevisti dell’ultimo momento e a quel problema occorso ieri a Strygen Larsen, perché è anche dal suo recupero che dipenderanno le scelte di formazione di Luca Gotti in vista della sfida di lunedì sera al Napoli, la prima del trittico che nel giro di sei giorni porterà l’Udinese a vedersela anche con la lanciatissima Roma di Mourinho, nel turno infrasettimanale piazzato giovedì, e poi con la Fiorentina, di scena domenica 26 al Friuli.

E proprio il calendario, così serrato, può fare da monito al tecnico che al turnover ci stava già pensando, ma che avrebbe fatto sicuramente a meno del problema muscolare al polpaccio che ieri ha costretto Larsen ad allontanarsi dal gruppo, per proseguire in forma differenziata.

Le prime notizie arrivate dall’infermeria tendono a sminuire l’acciacco, ma è indubbio che l’esterno danese sia a rischio forfait, a sole 48 ore dalla partita. Oltre al problema da risolvere, infatti, staff e giocatore dovranno pensare proprio ai prossimi impegni, a cominciare dalla trasferta di Roma.

Come dire che Gotti dovrà prendere una decisione dopo avere parlato con lo staff medico e col giocatore, che nei piani anti Napoli dovrebbe andare a occupare il posto di esterno sinistro nella mediana a cinque, là dove l’Udinese non avrà Destiny Udogie, che ieri ha svolto qualche giro di campo in attesa di rientrare in gruppo mercoledì, dopo l'elongazione allo psoas rimediata con la Under 21 due settimane fa.

Non dovesse essere rischiato Larsen, a sinistra il posto toccherebbe a Marvin Zeegelaar, che avendo caratteristiche differenti dal danese potrebbe indurre Gotti a più ampie riconsiderazioni, a cominciare dalle scelte in attacco, proprio là dove a La Spezia il tecnico aveva scelto di sfondare prevalentemente a sinistra puntando su Deulofeu, appoggiato dal tempismo tattico di Larsen a cui si univano anche le incursioni sul centro sinistra del “Tucu” Roberto Pereyra.

L’idea di base, in settimana, è stata proprio quella di riconfermare il “triangolo largo” e con esso le due punte, ma senza l’esterno esperto su cui appoggiarsi, Gotti potrebbe optare sulla formula a una sola punta, tornando quindi al 3-5-1-1 con Pereyra in appoggio. Tra l’altro, questa sarebbe anche la soluzione che adottata lo scorso campionato in entrambe le sfide col Napoli, affrontato all’andata con Pereyra in appoggio a Lasagna, al Friuli, e al ritorno con Okaka prima punta e il “Tucu” alle sue spalle, al San Paolo.

Tuttavia, prima di dare per definitiva questa scelta bisognerà aspettare le ultime due sedute di oggi e domani e intanto fare altre considerazioni, ponendo in essere i ballottaggi indotti dalla scelta del modulo. Con Pereyra alzato alle spalle di una sola punta - con Pussetto che resta il favorito per giostrare da attaccante centrale, là dove Beto aspetta la sua prima occasione da titolare e Sussess non è ancora tornato in gruppo – allora in panchina andrebbe ad accomodarsi Gerard Deulofeu, e Makengo partirebbe così titolare in mediana, dove Tolgay Arslan potrebbe invece cominciare dalla panchina nel caso di un’Udinese a due punte. Il turco a La Spezia non è stato brillantissimo e Gotti sta pensando anche di farlo partire dalla panchina con Pereyra, Walace e Makengo interni alle spalle di Pussetto-Deulofeu. 


 

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