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La neve non fermerà la tappa del Giro

Manto oltre i due metri sul Montasio, ma per il 13 maggio di scioglierà. Complicate invece le autorizzazioni ambientali

2 minuti di lettura

CHIUSAFORTE. Ci sono due metri di neve ai 1.550 metri delle Malghe del Montasio. Un paradiso quando il sole tornerà nei prossimi giorni. Il problema è che il 13 maggio lassù per la prima volta è previsto l’arrivo di una tappa del Giro d’Italia. E allora la domanda è d’obbligo: le abbondanti nevicate di questa fine inverno metteranno a rischio la frazione? No, lo garantiscono gli esperti, gli organizzatori e anche la storia degli ultimi anni.

Semmai a creare qualche grattacapo a chi sta lavorando per portare la corsa rosa all’ombra del Montasio sono le autorizzazioni ambientali da ottenere negli uffici della Regione affinchè venga autorizzato l’arrivo in quota dei ciclisti, dell’imponente carovana fatta di Tir, centinaia di metri di trasenne, palchi e quant’altro e soprattutto di un pubblico stimato almeno in ventimila unità.

Le ultime nevicate. Ma andiamo con ordine. Il cielo ha riservato, proprio in coda all’inverno, altre abbondanti nevicate sulla montagna friulana. Con i fiocchi caduti ieri il manto ora nella zona dell’arrivo della tappa raggiunge i due metri. «Basterà un po’ di pioggia e l’innalzamento delle temperature e la neve si sioglierà - spiega il sindaco di Chiusaforte, Luigino Marcon - male che vada nei giorni precedenti all’evento saliremo con gli spalaneve».

L’esperienza degli ultimi anni però insegna che il manto nevoso alle malghe già a metà aprile si scioglie in modo consistente e questo dovrebbe consentire ai tecnici di lavorare in tutta tranquillità ed anche ai ciclisti che puntano a vincere lassù di effettuare la tradizionale ricognizione della salita prima della partenza del Giro da Napoli.

Altri intoppi. Sulla neve, insomma, il prossimo 13 maggio si esibiranno solo gli sciatori ancora impegnati sulle piste alte del Canin. Il “dirimpettaio” Montasio potrà dunque ospitare il popolo del ciclismo, stimato dagli organizzatori in almeno ventimila unità. Una manna per il turismo locale, ma anche un problema enorme. Di autorizzazioni da ottenere da parte degli uffici regionali competenti.

L’altopiano del Montasio infatti non è soltanto un Sito di interesse comunitario ma anche una Zona di protezione speciale. Per salire ai 1.550 metri delle malghe il Giro d’Italia avrà bisogno di particolari permessi che il comitato tappa guidato da Enzo Cainero assieme all’Associazione allevatori, responsabile dei pascoli in quota, deve ottenere dalla Regione, che peraltro, lo ricordiamo, ha investito sulla tappa friulana 400 mila euro. Portare attrezzature e soprattutto ventimila persone in un sito di interesse comunitario non è cosa semplice. Serve una valutazione di impatto ambientale vera e propria.

E il piano avrà un punto irrinunciabile: ogni cosa dovrà tornare al suo posto dopo la tappa. Enzo Cainero è impegnatissimo ad ottenere le autorizzazioni, si limita addirittura a dire «che portare il Giro sullo Zoncolan a confronto è una passeggiata» e vede già un’altra grana all’orizzonte: la soluzione della questione collegamento tv.

Le immagini tv. L’unico modo per garantire le immagini dell’arrivo di tappa è quello di portare in quota “un cavo volante” di fibra ottica. Operazione già riuscita sullo Stelvio, ma costosa, si dice trentalima euro tutti a carico del comitato locale «Entro la settimana tutto andrà a posto» tranquillizza Cainero, che intanto ha convocato per lunedì alle 17 a Pontebba una riunione operativa tra tutti coloro che contribuiscono all’organizzazione dell’evento. Che sarà presentato con una serata speciale la sera stessa alle 20.15 al Palaghiaccio del centro della Valcanale.

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