L’inverno ha “scacciato” la primavera: pedemontana imbiancata dalla grandine

Cavasso Nuovo il centro più colpito: cede il controsoffitto della Sala operaia. Protezione civile al lavoro per liberare le strade

PORDENONE. Si dice che marzo è pazzerello, ma anche aprile ha mostrato un aspetto insolito: ne è prova l’intensa grandinata abbattutasi nella tarda serata di venerdì dal Maniaghese a Meduno, provocando diversi danni. A Cavasso Nuovo, dove i cumuli di grandine hanno raggiunto anche 40 centimetri, gli scarichi delle grondaie della Sala operaia sono stati intasati dai chicchi di ghiaccio, che hanno ostruito il deflusso delle acque: la copertura si è quindi imbevuta d’acqua e in diversi punti il controsoffitto ha ceduto.

Un copione già visto: a luglio di due anni fa, si erano registrati gli stessi danneggiamenti proprio a causa di una grandinata, con l’unica differenza che era estate. Sempre a Cavasso Nuovo, si sono verificati allagamenti nelle scuole: nessun danno, però. I chicchi gelati si sono accumulati in grande quantità sugli ingressi e, una volta sciolti, l’acqua è penetrata nella struttura. In campo sono scesi i volontari della protezione civile e cittadini, che si sono occupati sia di spalare la grandine, temendo incidenti, soprattutto in strada e all’altezza di incroci e della rotatoria lungo via dei Maraldi, sia di eliminare l’acqua dalle strutture allagate. Da quanto si è appreso, sono stati segnalati anche danneggiamenti ad abitazioni.

Quanto alle coltivazioni, non ci sarebbero state conseguenze: le reti di protezione hanno retto l’urto. L’eccezionale grandinata è stata immortalata in scatti e video che hanno invaso il web. Pareva avesse nevicato: le strade di Maniago, Meduno, Cavasso Nuovo, Fanna e Montereale Valcellina, per citare solo alcuni paesi, sono state coperte da una coltre bianca. Fenomeni analoghi si sono registrati anche a luglio e settembre 2017: a essere colpita è stata sempre la fascia della Pedemontana.


 

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