Fedriga: “Fvg lontano dalla zona arancione”. Dal 2020 contagi calati del 20% e i ricoveri del 50 per cento

Massimiliano Fedriga

TRIESTE. In un anno i contagi da coronavirus nella nostra regione sono diminuiti del 20 per cento e i ricoveri del 50. E la mortalità è calata di un terzo. Dati che, salvo inversioni di tendenza, spingono a pensare di poter tenere lontano il Friuli Venezia Giulia dalla zona arancione.

Sono alcune delle novità emerse sabato 4 dicembre, nel corso della conferenza stampa indetta per fare il punto sull’andamento della pandemia in regione dal presidente della Regione Massimiliano Fedriga, dall’assessore regionale alla Sanità Riccardo Riccardi e dal responsabile della task force anti-Covid in Fvg, Fabio Barbone.

L’intervento di Riccardi: “Assistiamo a una stabilizzazione dei contagi”

"Avevamo detto fin dai primi giorni che avremmo assistito a un aumento del contagio" e "in questi giorni c'è una stabilizzazione del fenomeno". Lo ha detto il vicegovernatore del Fvg con delega alla Salute, Riccardo Riccardi riferendosi alla situazione del contagio in regione.

Riccardi ha anche specificato che l'elemento del contagio è dovuto soprattutto a fattori esogeni, "in questo caso l'elevato contagio fuori dai confini della regione".

L’intervento di Barbone: “In un anno i contagi calati del 20% e ricoveri del 50%. La mortalità e meno di un terzo. Un risultato dovuto all’efficacia del vaccino”

Barbone ha anche ricostruito l'andamento dell'epidemia da ottobre e novembre rispetto a un anno fa in Fvg, riscontrando che i nuovi casi di contagio sono il 20 per cento in meno con la metà dei posti letto sia nei reparti normali che nelle terapie intensive. La mortalità, invece, è meno di un terzo rispetto a un anno fa.

Un risultato “dovuto all'efficacia del vaccino”, ha sottolineato Barbone, precisando che “le persone non vaccinate sono coloro che occupano il numero dei posti letto più alto”.

Dal primo ottobre scorso a venerdì 3 dicembre, intanto, ammontano a 4.711 complessivamente le giornate di posti letto che si sarebbero evitate se tutta la popolazione del Fvg si fosse vaccinata. Di questi 4.057 nei vari reparti e 654 in terapia intensiva”.

Quanto all'età, si registra una "grande risalita nei tassi incidenza dei giovani delle scuole primarie e dell'infanzia, in parte anche scuola media e superiori; la fascia anagrafica dove si riscontra l'incidenza maggiore è 6-10 anni”.

L’intervento di Fedriga: “E’ evidente che il vaccino funziona. Non dovremmo raggiungere la zona arancione, che comunque non prevede più restrizioni per i vaccinati e i guariti

«Ci sono elementi incontrovertibili che il vaccino funziona» ha detto il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, riferendosi in particolare al fatto che in regione i «contagi sono scesi del 20 per cento e in un contesto sociale diverso dall'anno precedente».

«Secondo le stime non dovremmo raggiungere la zona arancione, però ricordo che l'ultimo decreto, che è stato particolarmente voluto dalle Regioni, di fatto mette in sicurezza le attività economiche anche in zona arancione, perché in zona arancione chi è vaccinato o chi ha superato la malattia di fatto vive esattamente come in zona bianca, perché può fare tutte quelle attività che faceva in zona bianca. Quindi garantiamo l'economia e garantiamo la sicurezza sanitaria».

Il presidente ha spiegato che «se oggi in Fvg avessimo tutta la popolazione e la platea che si può vaccinare, vaccinata, non vedremmo nemmeno lontanamente la zona gialla. Continuiamo a lavorare affinché la gente partecipi alla campagna vaccinale, soprattutto chi ancora non si è vaccinato», ha rimarcato.

Fedriga ha, quindi, aggiunto: «Un bambino non può prenotare la somministrazione del vaccino prima che abbia compiuto 12 anni. Accade però che per quelli che sono nati a dicembre, tra l’intervallo dalla prenotazione alla somministrazione e quello per avere il Green pass, trascorrano molti giorni e potrebbe a esempio non poter celebrare il Natale con i genitori al ristorante.

Quello che il governo immagino che farà, e su questo mi sono già confrontato, è un’interpretazione in base alla quale ci sia un tempo tecnico per prenotare e fare il vaccino». 

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